CRITICAL
GLITCH




Un Viaggio per sconfigere incubi canterini


Figment è un gioco indie sviluppato da Bedtime digital games, uno studio indipendente danese con una grande passione per la musica e i videogiochi, e dopo un inizio incerto con “Back to bed”, loro primo titolo, pubblicano poco dopo anche Figment e Chronology.

La cosa che si nota subito nei giochi di BedtimeDg è lo stile artistico surreale, fantastico, che caratterizza e dona un certo non so che degno di un film di Guillermo del toro, tra incubi mocciolosi e aracnofobia, nostalgia della gioventù e paura della crescita.

Quest’ultimi sono particolarmente importanti per Figment, poiché vestiremo i panni di Dusty, coraggioso guardiano della mente dimenticato dall’umano, ormai troppo sommerso di paure e responsabilità, tutte cose che ogni giorno logorano la mente e che porteranno a un trauma che libererà gli incubi della mente e porteranno scompiglio a Cerebrum City, il centro della mente.

Il punto forte di Figment, e del team di sviluppo, è la forte passione per la musica che ha portato alla creazione di boss fight in stile musical, con degli incubi che scoraggeranno Dusty e Piper (simpatica uccellina amorfa che ci seguirà e aiuterà fin dall’inizio del gioco), tentando di sconfiggerci in vari modi molto peculiari e spaventosamente fantasiosi per essere le paure e i traumi di un uomo che, forse in cuor suo ha cercato di crescere troppo in fretta (o forse costretto).

Da un punto di vista artistico il titolo è veramente una perla a parer mio, specialmente considerato il basso budget che contraddistingue gli studi indie rispetto a quello doppia o tripla A. Tuttavia ci sono tanti piccoli problemi che talvolta ti fanno perdere parecchio tempo e, come dal mio punto di vista, rendono alcune sezioni un po’ irritanti e lente. Prima fra tutte sono le hitbox degli angoli, poiché essendo il gioco fatto con un mix di 3d e disegno a mano, risulta difficile capirne il posizionamento e di conseguenza prevedere gli impatti con lo scenario, finirete per bloccarvi in vari punti e andare indietro e avanti per prendere bene un ponticello fatto di tubi o di matite.

Altro dettaglio che mi ha dato molto fastidio è il combattimento che per quanto non è il fulcro del gioco fa comunque parte del prodotto. Il combat system è veramente troppo basilare e monotono, con due mosse che si limita a un colpo di 90 gradi e un colpo, caricato, di 360 gradi che farà lo stesso danno del primo. L’attacco rotante è sì comodo in moltissime sezioni, ma poco pratico vista la velocità di alcune animazioni dei nemici, ciò rende il colpo normale quello che a parer mio userete maggiormente durante la vostra run.

Per il resto non ho riscontrato grandi difetti oltre quelli sopra citati, il gioco è anche abbastanza corto, ha una durata complessiva di 5/6 ore che scorrono anche piuttosto in fretta.

Il mio voto personale è di 8/10, la parte che mi ha preso di più sono state le boss fight, che sono veramente carine e coinvolgenti nonostante la scarsa componente dei combattimenti. Invito sinceramente a recuperare questo gioco e, se siete interessati anche il sequel: “Figment 2: creed valley”.

Detto ciò, vi auguro un buon proseguimento e ci vediamo a una prossima recensione!

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