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Rivertails: Stronger Together. Un indie colorato e italiano


Oggi vi parlo di un titolo che merita più attenzione di quanta ne riceva di solito: un platform adventure cooperativo a visuale asimmetrica, con puzzle da risolvere in due. Colpisce subito per lo stile visivo, un cell shading curatissimo dal sapore da cartone animato quasi fiabesco, immerso in ambientazioni naturalistiche molto suggestive. Un altro elemento distintivo è la narrazione senza dialoghi: nessun personaggio parla, e la storia passa tutta attraverso espressioni, gesti e situazioni, lasciando allo spettatore un margine di interpretazione che rende il tutto ancora più coinvolgente.


Il gioco è opera di Kid Onion, un team italo-londinese fondato da Francesco Mazza e Gabriele Gangemi, due sviluppatori catanesi che con questo progetto hanno dato vita a un titolo davvero curato.


I protagonisti sono due: Finn, un pesce dal carattere scontroso e un po’ cinico, e Furple, un gattino tenerissimo e gentile, a tratti anche un po’ ingenuo. I due giocatori ne vestiranno i panni contemporaneamente, e li vedranno collaborare attraverso una serie di piccole avventure: dal recupero di uno stelo che Finn usa come stuzzicadenti, fino al viaggio di ritorno di Furple verso la montagna innevata da cui è caduto all’inizio del gioco, per salvare i fratellini minacciati dal lupo cattivo.


Non entro troppo nei dettagli della trama: rischierei di rovinare l’esperienza a chi non ha ancora giocato, e in un titolo come questo, dove tutto passa per l’interpretazione visiva, raccontarla a parole avrebbe comunque poco senso.

Il gameplay

Dal punto di vista tecnico, Rivertails è pensato per essere giocato in due, in locale sullo stesso schermo: ogni giocatore controlla uno dei due protagonisti. Finn si muove principalmente nell’acqua, tra torrenti e specchi d’acqua, ed è lui a recuperare la maggior parte degli oggetti sommersi. Furple invece resta sulla terraferma, muovendosi tra rovine di colonnati semidistrutti e piante acquatiche calpestabili che però solo Finn può attivare. A Furple spetta anche il compito di azionare buona parte dei meccanismi di gioco e di allontanare i pesci ostili semplicemente avvicinandosi a loro.


L’intero gioco è costruito attorno a questa collaborazione forzata: bisogna sincronizzare le mosse dei due personaggi, schivare trappole e nemici e attivare insieme meccanismi che da soli sarebbero impossibili da sbloccare. Andando avanti, le meccaniche si rinnovano con una certa frequenza, mantenendo il gameplay sempre fresco.


Un’altra chicca sono i collezionabili: piccoli uccellini nascosti nelle mappe e nei livelli dei boss. Non sono solo un vezzo estetico, ma hanno anche un peso narrativo non da poco, quindi vale davvero la pena cercarli tutti, un errore che invece io stesso ho commesso durante la mia partita.

Le mie opinioni

L’ho giocato in compagnia, che credo sia il modo giusto di viverlo, considerando quanto la cooperazione sia al centro dell’esperienza, e mi ha conquistato completamente. Il gameplay si impara subito ma resta capace di tenerti incollato: ci si affeziona rapidamente ai due protagonisti, nonostante (o forse proprio grazie a) la semplicità della loro caratterizzazione, così come all’ambientazione che li circonda. La trama è lineare, ma funziona bene proprio per questo.

Le musiche meritano una menzione a parte: sono deliziose. Da appassionato di musica e da fonico, mi hanno conquistato soprattutto per l’atmosfera cozy e per quello che mi è parso (pur senza avere un orecchio troppo allenato) l’uso ricorrente della marimba.

In sintesi, è un gioco rilassante e ben fatto, perfetto da vivere in due, magari sul divano, in compagnia di un amico.

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Gianluca

Lo stile grafico sembra davvero carino