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Come Vlambeer iniziò col botto


Questo credo sia stato il primo gioco che provai su Steam nel lontano 2015, mi sento quindi di omaggiarlo oggi dopo 10 anni con questa recensione. Prima però vorrei prima partire con una piccola descrizione del team Vlambeer, la perfetta definizione di piccolo team indie. Parliamo infatti di sole 2 persone, Rami Ismail e Jan Willem Nijman, entrambi studiosi presso l’Università delle Arti di Utrecht che si iscrissero a un corso di game design. Insieme iniziarono a lavorare a un prototipo di Super Crate Box per allenarsi e mettersi in gioco. Fu raccontato in seguito che quando la loro università scoprì il progetto ne rivendicò i diritti, dato che i due all’epoca erano loro studenti. Questo evento li portò a lasciare gli studi e fondare Vlambeer nello stesso anno. Nel decennio seguente pubblicarono svariati titoli come Ridiculous Fishing, LUFTRAUSERS e Nuclear Throne. Purtroppo sotto comune accordo 10 anni dopo, il primo settembre 2020, lo studio chiuse e i due proseguirono carriere diverse nel mondo del gaming, lasciando un grandissimo impatto nel panorama dei titoli indipendenti. Nel 2024 Nijman ha comunque riacquisito possesso ufficiale dello studio, ha dichiarato che si dedicherà a completare Ultrabugs (progetto mai terminato) e sistemare eventuali problemi o errori dei precedenti giochi, speriamo possa anche portare a un revival del titolo che tratterò oggi, Super Crate Box.

Si tratta di un gioco 2D arcade con un’ottima realizzazione in pixel art, godibile ancora oggi e un design dei personaggi “quadrato” come piace definirlo a me. L’obiettivo è raccogliere casse per aumentare il proprio punteggio ed eliminare i mostri che continueranno ad arrivare. Le premesse sono semplicissime ma non fatevi ingannare in quanto il gioco vi metterà a dura prova. I nemici arriveranno da un buco presente nel soffitto e, se non verranno eliminati in tempo, cadranno in un pozzo di fuoco diventando furiosi, incrementando la propria velocità e ricomparendo dallo stesso foro da cui saranno arrivati. Sarà quindi fondamentale eliminarli prima di essere sovrastati da orde sempre più forti, numerose e veloci. La fragilità del nostro personaggio non aiuta, un singolo contatto con il nemico ci farà morire, non abbiamo dash, wall jump o schivate, possiamo solo sparare o saltare. La vera genialità del gioco sta in come vengono contati i punti e come questo si traduce nell’approcciarsi al gioco. Eliminare i mostri o sopravvivere per molto tempo sarà completamente inutile se non raccoglieremo le casse, infatti saranno proprio loro a darci il punteggio. Inoltre sono anche l’unico modo per ottenere armi nuove, è necessario quindi continuare a cambiare arma casualmente per ottenere un record sempre più alto. Non vi sono munizioni o limiti d’uso, ma la genialità del gioco sta appunto nel costringere il giocatore a cambiare sempre equipaggiamento. Non vi sono vantaggi a usare sempre la stessa arma, si è quindi forzati ad apprendere il funzionamento di ognuna di esse adattandosi alla situazione.

Data la natura arcade del gioco ci saranno anche molti sbloccabili, in poco tempo riusciremo ad avere tutte e 13 le armi e le 3 mappe. Ammetto che avrei preferito un arsenale più ampio, dato che il gioco stesso si focalizza molto su questo. Comunque ciò che è presente funziona bene e non risulta ripetitivo. Si potranno sbloccare un totale di 10 personaggi (cambia solo la skin, non hanno effetti particolari) e modalità diverse. Oltre alla basilare Normal mode abbiamo anche la SFMT (Super Fun Turbo Mode) praticamente la Hardmode che metterà a dura prova velocità e capacità di eliminare nemici e l’ultima ossia l’Ambush mode. Qui saranno i nostri riflessi a essere messi alla prova, non rivelo oltre per lasciare la sorpresa. Il gioco offre un buon livello di sfida, le varie modalità offrono una bilanciata curva di apprendimento in pieno stile arcade, piano piano si riuscirà tranquillamente a masterare il gioco. Ottime anche le statistiche in modo da sapere quanti mostri abbiamo ucciso e quante volte siamo morti noi da loro, apprezzo sempre questi piccoli dettagli in giochi del genere.

Esiste anche una versione per Commodore 64 disponibile su Itch.io chiamata Super Bread Box (La potete trovare qui) ma è stata venduta anche una edizione fisica con tanto di cartuccia F-U-N-Z-I-O-N-A-N-T-E, un vero e proprio demake. Per questioni di limite hardware presenta qualche differenza nel comportamento dei nemici e ha solo la modalità normale, anche alcune meccaniche delle armi sono diverse ma allo stesso tempo ha anche 3 mappe inedite, decisamente ne vale la pena anche solo provare per qualche ora, non rimarrete delusi. Ciò dimostra quanto l’idea alla base del gioco sia talmente funzionale e creativa da poter funzionare anche decenni fa, d’altronde molti giochi di Vlambeer seguono questa idea e sono sempre molto creativi e ben realizzati.

Io principalmente l’ho rivalutato molto su Steam Deck negli ultimi 2 anni, mettersi lì ogni tanto 15/30 minuti (non è vero fai anche sessioni di un’ora, è molto intrigante il gioco e una partita tira l’altra) dimostra quanto certi giochi in portabilità su dispositivi handheld possano trovare nuova vita. Il gioco è anche stato rilasciato su diverse piattaforme con contenuti aggiuntivi come personaggi in collaborazione e modalità esclusive (rimpiango la co-op di Switch). Speriamo che un giorno il nostro caro Nijman possa uniformare il tutto e fare un revival di Super Crate Box, il gioco merita davvero tanto.

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