CRITICAL
GLITCH




Awaria, un bullet hell con le tipine


Parlando di Awaria vorrei dire qualcosa anche sul suo sviluppatore, ma essendo che dal 2020 ormai un po’ tutti conosco Łukasz Piskorz, o meglio, Van Ripper, visto il successo del suo precedente gioco, Helltaker che ha spopolato in lungo e in largo nei social per via della caratterizzazione dei personaggi e dello stile di design, non c’è molto dire.

Awaria è un action bullet hell relativamente corto, specialmente se giocato (come me) a modalità normale e non in hardmode (cosa che conto di fare per scoprire ancora più dettagli sullo sviluppo e il processo dietro il world building di questo gioco), quindi parto subito con una spiegazione veloce del gioco e delle sue meccaniche:

Noi impersoniamo una nuova recluta della Awaria, una non ben specificata crew di manutentori di tunnel divisi in settori, il nostro lavoro consiste appunto nel sistemare i generatori di scudi che si rompono nei vari settori. Facile no? C’è solo un piccolo problema, ovvero che i tunnel sono infestati dagli spiriti di altri manutentori che, per un motivo o per un altro, sono morti proprio in questi posti irti di insidie. Noi ci dovremmo destreggiare fra varie stanze nel settore F e avere a che fare proprio con questi fantasmi, evitando colpi di chiave inglese, fiamme e pinze tagliacavi che fuoriescono dal pavimento, oltre a svariate “trappole” presenti nelle stanze. ogni generatore si romperà ogni tot, avendo man mano bisogno di vari pezzi che prenderemo dai macchinari di rifornimento presenti nei vari livelli.

Il gioco è contornato da scene che vedremo ogni volta che si completa un livello, dove la protagonista, “Ula”, interagirà con i fantasmi delle manutentrici e dispenserà tortini di budino.
la storia di per sé non c’è, essendo tutto molto interpretativo visto che la protagonista  è apparentemente muta, tant’è che l’unica cosa che vedremo scritta nel momento in cui (non) parla Ula sarà: “…”
Da un punto di vista artistico non sarà un capolavoro di arte contemporanea, ma esattamente come per Helltaker il livello è abbastanza alto per un indie, con musiche incalzanti, personaggi accattivanti e un livello di difficoltà che spazia dal più semplice “easy” che offre un’esperienza semplice per chi vuole godersi principalmente l’ambiente e l’arte del gioco, passando poi a una più dura hardmode, pronta a farti perdere decine di minuti nello stesso livello, ma con quella dolcezza in bocca che pochi giochi riescono a mantenere senza stressare il giocatore – sicuramente anche grazie  alla presenza dei fantasmi ( ͡❛ ‿‿ ͡❛) .

Essendo un gioco free to play non mi resta che consigliarvi di giocare Awaria e di recuperare anche Helltaker, per potervi gustare a dovere un buon gioco, un po’ di OST electro/house e tipine!

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Ferrikx

Provato di recente, se devo dare una mia opinione è il classico gioco in flash dove devi gestire un ristorante con noiosi clienti che si spazientano dopo solo 30 secondi, la dinamica bullet hell lo rende molto più figo specialmente nella hardmode e la curva di apprendimento ti aiuta anche a superare questa difficoltà dato che gradualmente sale sempre di più e ti da anche gli strumenti per fronteggiare il sempre crescente numero di pericoli.
(Si dovevo provare il nuovo Box commenti)
[Si, le tipine alzano la valutazione e anche altro]