CRITICAL
GLITCH




Un titolo che non può mancare nella vostra libreria


Di recente ho recuperato questo titolo e devo dire che se apprezzate giochi fortemente legati a una trama che si racconta tramite le dinamiche del gioco allora sono quasi certo faccia per voi. In Inscryption verremo catapultati in una tetra cabina e messi di fronte a uno strano individuo che man mano ci spiegherà le regole della partita, si tratta di un gioco strategico dove dovremmo posizionare le nostre carte, tutte raffiguranti animali o strane creature, sul tavolo e riuscire a danneggiare il nostro avversario. Una peculiarità è che la valuta per poter piazzare le nostre creature è un sacrificio, ogni carta infatti ha un costo che verrà soddisfatto se si sacrificherà il giusto numero di unità.

Come un game master il figuro davanti a noi narrerà la nostra storia nel mentre che noi percorreremo il tragitto sulla mappa messa sul tavolo, come in un gioco in stile rogue il tragitto sarà sempre casuale e ogni tappa potrà essere una sfida da combattere, caselle per ampliare il nostro mazzo o potenziare le nostre carte, avremo a disposizione anche degli oggetti da poter utilizzare come consumabili durante i combattimenti. Progredendo nelle nostre partite a ogni tappa specifica raggiunta o a ogni morte il game master ci presenterà delle nuove meccaniche che altereranno le regole a nostro vantaggio o svantaggio. Ora come ora sembra un semplice gioco di carte senza nulla che spicchi particolarmente ma se siete familiari con i giochi di Daniel Mullins (io ho giocato solo a Pony Island, un giorno recupero anche The Hex) vi ritroverete di fronte a dei twist, infatti avremmo la possibilità di esplorare la cabina e risolvere puzzle ambientali

che amplieranno il nostro repertorio tra nuove meccaniche, carte e oggetti e alcuni animali parleranno direttamente con noi. Ora se già con queste premesse il gioco vi ha catturato ora andremo in una parte spoiler quindi siete avvisati.

Nonostante il gioco ufficialmente si divida in 5 atti lo si può riassumere in 3: Leshy, New Game e P03. Una volta terminata la parte con Leshy, ossia la parte della cabina, avremo la possibilità di cominciare una nuova partita dato che come avrete notato il gioco ti impedisce di farlo fin dall’inizio. Devo dire che questa parte intermedia mi ha lasciato un po’ deluso a livello ludico, la nuova aggiunta dei vari mazzi degli scribi è interessante soprattutto perché ognuno ha la sua economia e tratti specifici, ma la mancanza di oggetti ed esplorazione della camera mi sono mancati dato che la prima parte a livello suggestivo era ben fatta e capace di immergenti lasciando sempre quell’alone di mistero e inquietudine.

Qui però impariamo molte più cose sulla trama e l’aspetto narrativo del gioco si fa più interessante, comprendiamo infatti la vera natura di Leshy come scriba e il vero scopo di Inscryption, per non parlare di Luke l’effettivo protagonista del gioco.

Come detto in precedenza questo è un gioco fortemente legato alla trama quindi la terza fase fa parte del naturale prosieguo nonostante personalmente l’abbia trovata meno stimolante. Questa è la parte in cui P03 diventa il nuovo game master, ma questa Inscryption è meno stimolante, laddove Leshy cercava di creare un storia, un contesto, interpretava i vari personaggi, i potenziamenti stessi delle carte facevano tutti parte del viaggio nei boschi, con P03 ci troviamo in Botopia, un mondo semplice con poca descrizione del luogo quasi come se non avesse pensato a creare un’ambientazione per il giocatore, ottenere i potenziamenti si rileva un semplice e silenzioso inserimento delle nostre carte (ora diventati dei floppy disk) in vari dispositivi elettronici, prima dovevamo scegliere con attenzione il nostro percorso dato che una determinata via dava accesso a caselle e ne precludeva altre e ogni partita era diversa, qui invece siamo liberi di muoverci a piacimento sulla mappa che rimarrà sempre uguale e una volta pulita una zona i nemici saranno scomparsi, in più a ogni morte potremo ricominciare dall’ultimo checkpoint raggiunto e dopo numerosi scontri di fila vinti inizieremo ad avere una taglia sulla nostra testa, questo farà si che casualmente durante i combattimenti arriveranno

dei cacciatori di taglie ad aumentare il livello di difficoltà, questi personaggi però risultano quasi banali e senz’anima e sembrano quasi un modo artificioso per aumentare la difficoltà di un gioco che quasi non ne ha, il sistema dello shop risulta pigro dove raccogli le monete e le spendi per potenziare e comprare nuove carte, basta averne raccolte in abbondanza.

Questo si rispecchia molto di più nel tipo di personaggio che è P03, egocentrico, presuntuoso, sempre pronto a valutare negativamente le scelte degli altri e credendosi migliore di tutti, trova difetti ovunque tranne che in sé stesso. Per questo motivo credo che sia anche studiato il

fatto che questa Inscryption risulti meno stimolante, è stata creata da un individuo più interessato ai suoi scopi che a creare una sfida per il giocatore.

A seguito di tutto ciò reputo comunque Inscryption un titolo magnifico perché racconta una storia narrabile solo tramite un videogioco e io vado pazzo per questi progetti.

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