CRITICAL
GLITCH




Il gioco che non dovrebbe piacermi


Questo gioco, per quanto solitamente fuori dalle mie corde, è diventato ben presto il “riempi buchi” delle serate in cui, avendo poco tempo a disposizione, sono troppo sveglia per andare a letto o eccessivamente stanca per dedicarmi a qualcosa di più impegnativo.

Rilasciato in accesso anticipato a dicembre del 2021 e nella versione 1.0 a ottobre 2022 su Steam, è presto diventato virale, grazie anche a streamer famosi e youtuber, accattivando chiunque lo vedesse con il suo gameplay semplice e divertente. Si tratta di un’opera nostrana, difatti a programmarlo è stato Luca Galante, conosciuto come Poncle, il quale, iniziando completamente da solo, ora può vantare un team di oltre 25 persone capaci di sostenere e valorizzare il suo progetto, fondando così la casa di sviluppo “Poncle” (sì, proprio come il suo soprannome!).

Si tratta di un videogioco 2D in pixel art che appartiene al genere del rouge-lite (una branca del rouge-like che prevede l’acquisto di miglioramenti che vengono mantenuti nelle run successive) e dello shoot ‘em up e che ha portato alla coniatura di un nuovo termine: “bullet heaven”. Controparte intuitiva del bullet hell, prevede anch’esso una grande quantità di proiettili ed elementi di danno sullo schermo ma, a differenza della parola originaria, non è qualcosa di cui dobbiamo preoccuparci noi, sarà il nostro personaggio ad essere pericoloso e a macellare orde e orde di minion che si getteranno contro di lui ininterrottamente, sperando di sopravvivere a raggi laser, librate sul muso e alitate un po’ troppo invasive.

La sua distribuzione è multipiattaforma, probabilmente grazie anche al peso ridotto che supera di poco 1 GB (controllato personalmente sul mio account Steam), passando dal PC alle console più classiche (Xbox e PS) arrivando alla Switch, il cellulare e, con mia grande sorpresa, anche sul Model Y della Tesla. Sì, è possibile giocarci sul sistema operativo di un’automobile.

Questo mondo mi affascina sempre più, anche se mai quanto i trailer, si passa dal semplice gameplay accompagnato da una rivisitazione della Tarantella davvero piacevole da ascoltare, a quelli live action che mi hanno fatto ridere più di quanto mi aspettassi di ritrovarmi a fare, inutilmente epici e ironici, consiglio a tutti la visione perché tali perle cinematografiche meritano di essere viste almeno una volta nella vita.

Il gameplay è semplice ed intuitivo, nel menù ci verrà chiesto di selezionare un personaggio che, oltre ad avere una sua passiva unica, disporrà di un’arma iniziale differente dagli altri, cambiando un po’ lo stile di gioco almeno nelle prime fasi. Fatto ciò si dovrà scegliere una mappa nella quale si verrà catapultati e fin da subito aggrediti da ondate di diversi nemici che attaccheranno da ogni direzione senza mai fermarsi, il nostro scopo sarà eliminarli e raccogliere le gemme, elementi necessari per aumentare di livello, ottenendo di conseguenza potenziamenti che renderanno via via il nostro avatar sempre più inarrestabile. Ogni luogo avrà segreti da svelare e oggetti che si troveranno sparsi qui e là, rendendo così l’avventura sempre diversa e divertente, il tutto accompagnato da una musica non memorabile ma piacevole e ottima come sottofondo della nostra opera di devastazione.

Una cosa curiosa della GUI è che inizialmente sarà molto scarna, oltre al menù di pausa sarà presente solo la barra della vita del personaggio, per implementarla sarà necessario raccogliere le reliquie nel mondo di gioco, riuscendo così a scoprire ad esempio che è possibile potenziare le armi combinandole con determinati oggetti, oppure che vi sono delle statistiche che è possibile consultare, sbloccando anche la possibilità di giocare al 3x di velocità, rendendo le fasi iniziali del gameplay meno noiose in quanto più lente.

La domanda che pende ora sopra le nostre teste come la spada di Damocle è solo una: ma come si può attaccare? Fino ad adesso ho parlato solo di mappe, personaggi e oggetti, non accennando minimamente a come dovremmo far danno ai nemici.

Beh, la risposta in verità è molto semplice: non dovremmo fare proprio nulla, nemmeno muoverci, a lanciare le magie o agitare la frusta ci penserà il gioco in autonomia a cadenze regolari, noi dovremmo solo pensare a sopravvivere e a come migliorarci, oltre che a spostare il nostro personaggio per evitare il solito nemico che, al pari di Rambo, è riuscito a superare la nostra aura di proiettili e a raggiungerci chissà come. Questa sua caratteristica, dunque, lo rende molto beginner friendly, oltre che riducendo i semplici comandi alle freccette direzionali, al resto si occuperà tutto lui.

Bisogna dire che, avanzando nel gioco, si arriverà ad un punto in cui tra tutti i power up, armi potenziate e miglioramenti cumulativi sarà praticamente impossibile morire, ogni cosa che entrerà nello schermo sarà immediatamente obliterata e cancellata dall’esistenza, rendendo il gameplay possibilmente noioso e ripetitivo. Bisogna però sottolineare che, essendo un’opera ben fatta, si è pensato anche a ciò: navigando un po’ tra le varie schermate del menù è possibile scoprire che ogni cosa può essere disattivata e riattivata a piacimento tra gli aumenti della vita, la rigenerazione di essa, la velocità di movimento bonus, alcune armi, interi DLC ecc.

Con alcuni clic è possibile tornare all’esperienza iniziale, pronti a vedere se, con un po’ più di esperienza, è possibile superare quelle difficili fasi indenni, arrivando alla fine del livello senza morire.

Non vi è una vera e propria trama, non vi sono cinematiche ad interrompere il ritmo dei nostri genocidi di mostri, viene solo accennata qui e là in alcune descrizioni, anche se, ad onor del vero, esistono le modalità storia che contengono una sorta di racconto per giustificare la scelta dei personaggi che vengono presentati di volta in volta.

Ora però bisogna parlare dell’elemento più divertente e che più ho apprezzato dell’intero gioco: i nomi dati a tutto. Rendendo palese la sua ispirazione a Castlevania, i primi personaggi sbloccati saranno Antonio, Imelda e Pasqualina Belpaese, ovvia citazione ai Belmont, oltre che alcuni successivamente avranno dei giochi di parole che ancora adesso mi fanno sorridere quando mi passano per la testa, perdonate lo spoiler ma Krochi Freetto e Zi’Assunta Belpaese sono troppo divertenti per non essere nominati. Si troveranno inoltre altri omaggi tra cui Bayonetta e le sue immancabili pistole, oltre che alla presenza stessa dei protagonisti e non di altri videogiochi proprio grazie ai DLC, pure la stessa Konami ha deciso di collaborare con Vampire Survivors proprio con il franchise di modello del gioco!

Poi, sempre sulla scia della nomenclatura, anche le mappe e le armi faranno molto ridere: non potrò mai scordarmi “La centrale del latte” e “Il Molise”, buttati a caso nel mezzo in un modo così assurdo da risultare geniale, oltre che andare in giro con un uccello bombardiere chiamato Peachone ha un fascino tutto suo.

Una piccola gemma nostrana che, inaspettatamente almeno per me, ha vinto svariati premi tra cui il BAFTA Best Game, il BAFTA Game Design, il Golden Joystick Breakthrough Award e il New York Game Awards Best Indie Game.

Il signor Luca Galante ha creato un’opera divertente, semplice e capace di creare dipendenza nel videogiocatore, ipnotizzandolo con i ritmici movimenti dei proiettili e grazie alla grande soddisfazione che si prova una volta che si diventa inarrestabili. Ho passato parecchie ore sul titolo e, devo ammettere, ancora non l’ho completamente finito, anche perché tra tutti gli obiettivi secondari e personaggi vari da provare ce ne sono di cose da fare, soprattutto se si comprano anche i DLC come ho fatto io, una spesa che consiglio a tutti di fare, assieme al gioco stesso.

Piccolo appunto: ho recentemente visto un’intervista fatta a Luca Galante al Lucca Comics and Games 2025, si è presentato con addosso la maschera di uno dei miniboss del gioco, vestito poi con abiti che richiamano quelli del medesimo. Un eroe, mi ha fatto un sacco ridere, oltre che apprezzarlo ancora di più.

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