CRITICAL
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L’importanza di camminare


Siamo sinceri, Walking Simulator 2020 (rinominato ormai Walking Simulator) è un gioco meme, parodia di Death Stranding e nato prendendo alla lettera la frase “Simulatore di corriere”. Il titolo è banale, 3 atti di cui uno brevissimo in cui dovremmo semplicemente andare da punto A a punto B. Occasionalmente compariranno casse attorno a noi, ma solo se rimarremo fermi in quella zona. Come unico ostacolo avremo dei nemici in tuta arancione, ci colpiranno facendoci cadere e non sarà presente un modo per contrattare. Vi sono mezzi da poter utilizzare per spostarsi più velocemente e una modalità in slow motion, nulla di più. È il classico gioco fatto in fretta solo per ridere senza neanche troppi bug da renderlo divertente, eppure l’ho adorato.

Non offre nulla, è fatto male, non ha nessuna peculiarità ma mi ha divertito, è stata una esperienza semplice, non innovativa o rivoluzionaria ma una sorta di stop a tutta la frenesia e rapidità che certi giochi portano. Il dover camminare lentamente da un posto a un altro mi ha portato a riflettere sull’importanza del viaggio in un videogioco e come questo può arricchire la sua fruizione. Prendiamo per esempio Walking Simulator, di sicuro ognuno avrà detto “perché non mettere un teletrasporto?”, beh se l’avessero fatto il gioco si sarebbe potuto finire in letteralmente 5 minuti e non ci sarebbe stato nessun gusto a giocarlo, un po’ come giocare a un gestionale con risorse infinite, o un GDR con livelli massimi fin da subito. Quante volte avete desiderato queste scorciatoie per superare difficoltà o risparmiare tempo? A scapito, spesso, della stessa fruizione del titolo, o del suo mondo. I viaggi rapidi sono si utili per raggiungere diversi luoghi di interesse in poco tempo, fermiamoci però a riflettere su cosa perdiamo a compiere queste azioni. Utilizzandoli costantemente abbiamo smesso di osservare il mondo ed esplorarlo.

Quella specifica strada che ci portò al waypoint quante volte è stata ripercorsa? Quell’approccio all’isola dalla nave con la lenta scoperta delle sue coste, quando è stata l’ultima volta che l’avete visto? Una camminata nei boschi? Una passeggiata per le viuzze della città? Luoghi senza punti di interesse? Tutte queste sono parti di mondo che abbiamo visto, magari anche di sfuggita, ma siamo sicuri di averle vissute? Pensiamo più a osservare le piccole icone dei nostri obiettivi non notando lo sconfinato panorama che ci si pone davanti. Quanti giochi dalle magnifiche ambientazioni esistono: foreste magiche, pianeti alieni, antiche rovine che raccontano la lore del mondo, avete mai provato a esplorarli per il puro gusto di farlo? Errare per la mappa senza preoccuparsi di obiettivi o missioni da compiere, compiere un viaggio per il puro gusto di osservare. Non fraintendete i viaggi rapidi sono utili lo so, e anche io li utilizzo, ma cerchiamo di non abusarne. Muoversi per la mappa con tutta la sua lentezza e difficoltà può essere un valore aggiunto se compiuto ogni tanto.

Faccio un’altra riflessione senza troppi spoiler (sono sicuro che chi ha giocato il titolo capirà), di recente ho completato un titolo dalla struttura abbastanza lineare ma con molte interconnessioni tra le varie aree. Nella prima metà di gioco impari tutta la struttura dei livelli, ti ingegni per capire qual è il percorso più efficace per coprire grandi distanze, sperimenti ed esplori ulteriormente per trovare scorciatoie o vie segrete. Nella seconda metà invece sblocchi il viaggio rapido e tutta questa scoperta sparisce; raramente ti ritroverai a ripercorrere vecchie aree a piedi, sarà un continuo passare da un checkpoint all’altro. È innegabile che ciò sia utile in quanto la mappa diventa sempre più grande, ma a volte ammetto di averne abusato, ho perso quel senso di immersione che provavo quando ogni passo poteva costarmi la vita e acquisivo sempre più familiarità con il mondo.

Proprio in quei momenti mi è tornato alla mente Walking Simulator, di come il suo unico obiettivo era farmi viaggiare, mi ha aiutato a vedere il mondo del videogioco in un modo diverso. Ho imparato a rallentare ogni tanto e farmi capire che, quelle che prima consideravo perdite di tempo, possono essere valori aggiunti per le mie avventure future. Spero che questa mia riflessione possa aver smosso qualcosa dentro chi la legge, ora mi fermo, adesso almeno ho giustificato le mie 8 ore di consegna di pacchi e cadute in slow motion.

Ho comunque deciso di mettere una valutazione al titolo, prendetela con le pinze (non quelle da rumor), è una mia valutzione super-soggettiva.

5 1 voto
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1 Comment
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Cyao

IO purtroppo non ho ancora giocato ma leggendo questa recensione mi è venuto voglia di farlo!